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°o.O ιℓ мισ ρι¢¢σℓσ мσи∂σ O.o°

¢'è ιℓ ѕιℓєиzισ ∂єℓ ¢ιєℓσ ρяιмα ∂єℓ тємρσяαℓє, ∂єℓℓє fσяєѕтє ρяιмα ¢нє ѕι ℓєνι ιℓ νєитσ, ∂єℓ мαяє ¢αℓмσ ∂єℓℓα ѕєяα, ∂ι qυєℓℓι ¢нє ѕι αмαиσ, ∂єℓℓα иσѕтяα αиιмα, ρσι ¢'è ιℓ ѕιℓєиzισ ¢нє ¢нιє∂є ѕσℓтαитσ ∂ι єѕѕєяє αѕ¢σℓтαтσ.
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Qui... La classe non è acqua...

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Siete passati in: gold coast gardeners

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Voglio volere
io voglio un mondo all'altezza
dei sogni che ho
voglio non dire mai "è tardi"
oppure "peccato"
voglio che ogni attimo
sia sempre meglio di quello passato...
 
 
 
 
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February 16

E se volessi fare un passo indietro?

Il tempo scorre inesorabile, senza sosta, mi sento persa in questo mondo che va avanti lasciandomi sempre qualche metro indietro.
Non ho voglia di crescere, non posso fare a meno di pensare a come sarà... forse il futuro spaventa un pò tutti, a me... terrorizza.
Come sarebbe bello entrare in quella foto impolverata sul comodino. Così bella, così diversa dalla realtà attuale. Si leggeva la spensieratezza in quei quattro occhi, quella che adesso pian piano si sta affievolendo.
Ogni sguardo è così familiare eppure mi sento un'estranea. Quel letto in cui avevo dormito già tante volte non aveva più di quel dolce profumo.
E' cambiato tutto. E' innegabile.
January 06

C'è la neve nei miei ricordi...

..."C'è la neve nei miei ricordi

c'è sempre la neve e mi diventa bianco il cervello

 se non la smetto di ricordare"...

 

Non esiste un manuale d'amore da seguire...

esistono solo il proprio istinto

e le emozioni, le ragioni del nostro cuore...

 

September 09

...

Amo molto parlare di niente. È l’unico argomento di cui so tutto.

È questo quello che scrivo nei miei interventi: tutto e niente. Lascio a voi, l’intera interpretazione di ciò che scrivo.

Solitamente, quando un’opinione è generale… è esatta.

Si è parlato tanto, forse troppo, ma ora basta. Ora non resta che rialzarsi, perché più in basso di così non si può andare. E questo solo grazie a nuovi stimoli. Niente più distrazioni.

E se fosse il momento di tornare quella di sempre?

Credo di riuscire a farlo. Credo di aver ritrovato quel qualcosa che mancava. Credo sia arrivato il momento di riscattarmi. Il tempo dei giochi è finito, scaduto. Non mi posso più permettere di sbagliare.

Lo faccio solo per me.

Mi comporto da egoista, come parecchie volte ho fatto, ma questa è la volta in cui devo decidere per me. Il coraggio non mi è mai mancato. È stato come una lama a doppio taglio. Lo ho usato quando non dovevo. Ora è il momento di dimostrare davvero che nulla più mi spaventa.

Non c’è più la paura del domani.

Sarà difficile, ma questa volta non mi tirerò indietro, questa volta no. Voglio tornare a volare.

Chi ama tanto parla poco.

E se io ti amo a te che importa?

Forse è per questo che ho parlato tanto in quest’ultimo periodo. Il tempo è l’unica cura. Tornerò ad essere semplicemente: senza parole.

Lo so, ne sono sicura.

June 28

Vera essenza

La sigaretta è lì, brucia lenta sulla sabbia che è sempre meno calda, sono rapita dai colori del tramonto, il cielo è come la tavolozza di un pittore, sfumature che vanno dal rosa, all’arancio, al celeste. È uno spettacolo meraviglioso.

Se solo tu fossi qui. Se solo avessi la possibilità di dirti ti amo per l’ultima volta sussurrandotelo all’orecchio, se avessi la possibilità di capire che l’Amore esiste davvero allora riuscirei ad assaporare fino in fondo il gusto della vita. Ci sono sapori che faccio fatica a dimenticare, quelli amari, che anche dopo anni ritrovo in bocca.

È vero. Ci sono dolori che vanno oltre la malattia. E tu mi capisci meglio di chiunque altro.

Il tempo passa e noi non ci rendiamo conti di quello che stiamo lasciando dietro. Non voglio vivere di rimpianti né di rimorsi. Ho rinunciato a troppe cose. Ora basta.

Chissà se quell’occasione mi potrà mai ricapitare… sicuramente prenderei una decisione diversa.

 

Questo intervento non è dedicato a nessuno in particolare,

 lo dico per evitare fraintendimenti.

June 09

Perchè accontentarsi?

Avevo mantenuto tante promesse… in quel momento si accese la scintilla.

Volevo essere stupida e incosciente, volevo infrangere le promesse.

Perché accontentarsi?

È tempo di nuovi sapori, di nuovi odori e nuovi colori.

Tempo di qualcosa di nuovo.

May 30

Passato...

Pa s sa t o    .      .      .

 

 

 

 Credo mi mancherà quel mondo a parte. Ho trovato il coraggio di far finta di aver dimenticato.

April 28

Twilight

«Perché non mi fai compagnia, oggi», chiese lui, con un sorriso.

Mi sedetti con un gesto meccanico, osservandolo circospetta. Non smetteva di sorridere. Difficile credere che un ragazzo così bello potesse essere vero. Temevo che sparisse all’improvviso in  una nuvoletta di fumo e che dovessi svegliarmi.

Forse aspettava che aprissi bocca.

«Così è diverso», riuscii infine a sillabare.

«Bè…». Fece una pausa, e poi riprese di slancio a parlare.

«Ho pensato che se proprio devo andare all’inferno, tanto vale andarci con stile».

Attesi che aggiunse qualcosa di più sensato. I secondi passavano.

«Sai bene che non ho la più pallida idea di cosa tu stia dicendo».

«Certo che lo so». Sfoderò un altro sorriso e cambiò discorso.

[…]

«Sembri preoccupata».

«No», risposi balbettando. «Più cha altro, sorpresa… a cosa devo tutto questo?».

«Te l’ho detto, sono stanco di sforzarmi di starti lontano. Perciò, ci rinuncio». Sorrideva ancora, i suoi occhi ocra si erano fatti seri.

«Rinunci?», ripetei io, confusa.

«Si, rinuncio a sforzarmi di fare il bravo. D’ora in poi farò solo ciò che mi va e mi prenderò quel che viene».

[…]

«…La fine di un altro giorno, il ritorno della notte. L’oscurità è troppo prevedibile, non credi?»

[…]

Infine, eccoci all’aperto, nella luce fresca e morbida del tramonto.

Rimasti soli, mi sollevò tra le braccia e mi portò con sé attraverso il prato ormai buio, fino alla panchina ai piedi dei corbezzoli. Si sedette e prese a cullarmi stringendomi contro il suo petto. La luna era già sorta, faceva capolino attraverso le nuvole sottili, e il volto di Edward brillava pallido alla luce bianca. Le labbra erano tese, gli occhi irrequieti.

«Allora?», chiesi io sottovoce.

Non mi ascoltava, guardava la luna.

«Di nuovo il crepuscolo», mormorò. «Un’altra fine. Ogni giorno deve finire, anche il più perfetto».

«Non è detto che tutto abbia una fine», mormorai tra me, improvvisamente tesa.

Lui lasciò sfuggire un sospiro.

«Ti amo».

April 13

Il tamarro cosentino (in dialetto "zingaru")

Il tamarro cosentino è la perfetta sintesi di moda e totale assenza di cultura. Il tamarro cosentino ama la vita mondana, gli abiti firmati e le auto "modificate" (alettoni, deflettori, tubi di scappamento a tutto spiano). Particolarmente attento ai prodotti hi-tech, la sua attenzione si concentra soprattutto sui cellulari.

La vita: la vita del tamarro cosentino si articola fra discoteche e saloni di bellezza. I capelli sono indice del suo status: averli leggermente fuori posto è un grosso smacco personale. Per questo motivo bisogna passare dal parrucchiere (Tony, Zottino e vari) almeno una volta a settimana, i ritocchi diventano due quando si è in periodi di feste. Se il freddo è particolarmente pungente oppure l'agenda settimanale non permette la "visita" dall'amico parrucchiere, si può optare per una protezione della preziosa chioma: i copricapi più utilizzati sono le cosiddette cuffie di lana. Se i capelli danno "fastidio" (sacrilegio!). si utilizza il frontino. Quando è in discoteca, il tamarro cosentino si scatena: ballare ritmi dance e R&B è la realizzazione di un'intera settimana di "allenamento": giri per Cosenza con il volume dell'autoradio A PALLA, balletti improvvisati vicino il marciapiede (sportello dell'automobile aperto in modo che si possa sentire bene il "rumore" della musica in macchina), penose ricerche della canzoncina più blasonata da mettere come suoneria al cellulare. Il tamarro cosentino cosentino è inoltre molto religioso, e testimonia la sua fede con discrete catene d'oro dal peso medio di cinque chili, ma nonostante questo non ha timore di proferire epiche bestemmie in una lingua indecifrabile, riferite alla Madonna in affitto, a Dio sodomizzato o a Tua madre.

L’abbigliamento: l'abbigliamento è così caratterizzato: giubbino corto (solitamente che stringa molto in vita), jeans e maglietta aderenti, anche se la persona è molto grassa. Come calzature il tamarro cosentino ama utilizzare scarpe non eccessivamente alte, ma che abbiano colori sgargianti (argento fluorescente). Per l'inverno è frequente l'utilizzo di giubbini (rigorosamente aderenti e corti, ovviamente), è d'obbligo la presenza del pellicciotto sul cappuccio. D'altra parte frequente è l'utilizzo di cappotti (sempre con il pellicciotto al collo) lunghi fino ai polpacci. Per certi versi, il tamarro cosentino è molto simile a certi animali esotici, i quali fanno sfoggio di un piumaggio sgargiante per impressionare i propri nemici. Così fa il tamarro, che utilizza il piumino per creare attorno al suo viso un'aura di grandezza e potenza.

I mezzi di locomozione. Poiché il tamarro cosentino raggiunge il suo apice in un'età che va dai 17 ai 25 anni, i mezzi di locomozione preferiti sono i veicoli a due ruote. Gli "scooteroni" sono quelli più utilizzati, con i quali possono facilmente fare abili gimcane nel traffico cittadino. L'utilizzo del casco è SEVERAMENTE VIETATO, in specie dopo esser stato dal parrucchiere: ore e ore sotto il pettine non possono essere rovinate da un rozzo dispositivo di sicurezza. A proposito di sicurezza, è ovvio che per il tamarro non esistono stop, precedenze o semafori rossi; il clacson è perennemente in funzione e quando occorre c'è il supporto della minacce, tipo "Ti fazz' a faccia tanta". E pensandoci bene, non si sa che cosa sia più stridente, se un rumoroso clacson oppure il DIALETTO FISSO che il tamarro cosentino utilizza per comunicare. Infatti, egli conosce a stento la lingua italiana e non si vergogna di questa lacuna: in fondo è lui il poeta della strada; a volte infatti, il tamarro cosentino, come un menestrello della notte, gira per le strade di Cosenza. Chiunque può udire la cadenza dei suoi versi in metrica che parlano di qualche "paliatune"... una volta giunto alla maggiore età e provvisto di patente, è uno degli esemplari più caratteristici. Egli gira per i corsi principali della città con il volume dell'autoradio al massimo di solito usano la loro fiat uno turbo modificata, scartavetrando i coglioni dei passanti con CD di M2O, di musica House, di Gigi D’Alessio, di Gianni Celeste come comburente propulsore dei suoi autoveicoli. Infatti l'inumano volume col quale sono ascoltati i cd stessi, fà sì che l'auto si muova sobbalzando lungo le strade cosentine.

I rapporti con l'altro sesso:  sono, per certi versi, contrastanti. Se da una parte è particolarmente facile conquistare ragazze del proprio rango, dall'altra parte il tamarro cosentino avverte il desiderio della "scalata sociale". Nonostante, come già detto, la parola cultura sia totalmente assente nel suo vocabolario, il tamarro sente il sapore della sfida quando tenta di conquistare una donna con un livello culturale più alto del suo. E quale luogo è più indicato dell'Università della Calabria? I pochi tamarri cosentini che hanno conquistato una studentessa sono diventati leggendari, per questo motivo forse, più che per quello del richiamo culturale, il tamarro si "arrischia" nelle zone di Arcavacata, sul ponte Pietro Bucci. Camminando sul ponte, la maggior parte dei tamarri che tenta l'abbordaggio con le donne più avvenenti utilizza complimenti sboccati e di pessimo gusto, di conseguenza il rapporto muore sul nascere: le studentesse non ci fanno neanche caso. Una piccola percentuale dei tamarri cosentini, quelli che riescono a dire meno di 4 parolacce di fila, riesce ad entrare nella parte "preliminare" di un rapporto colloquiale. Però dopo il classico "Scusa sei molto carina, ti posso conoscere?", questi tamarri sono a corto di requisiti per portare avanti il discorso. Vengono quindi regolarmente "stutati" da discorsi intelligenti delle loro interlocutrici femminili; non sapendo come rispondere a tono, optano per una vigliacca ritirata al grido di "A fiss'ì mammata ". Altra soluzione per l'abbordaggio universitario è girare con l'auto nei dintorni dell'Università, fino a quando una studentessa non chiede un passaggio. Solitamente la ragazza sa benissimo quali sono le intenzioni della schiera di tamarri presenti nell'auto. La studentessa però sfrutta l'occasione presentatasi (a passaggio donato non si guarda in bocca!) e "glissa" con femminile classe le rozze proposte della truppa, arrivando a casa o a lezione senza particolari inconvenienti. A questo punto la truppa tamarra deve mestamente tornare alle abitudinali ronde all'Iperstanda dentro Cosenza, tentando di abbordare qualsiasi tipo di ragazza con battutine spesso volgari.

Espressioni tipiche del Tamarro Casentino

Guagliùùù jamu all'iper; cchi cazzu mi guardi stuartu?!; oooheeè; un ti fà u splendidu d'a capocchia; ti fazz'a faccia tanta; ricchiùùù...; fricchettòòòòòò...; m'hannu dittu ca m'ha jestimatu i muarti; chitemmù u sà chini signu iu?; ni vidimu fora; a fissa i mammata; 'Ncul'a cchi t'è mmuartu; mammata è na puttana; un fà bruttu; oh! bellu bellu!; mannaia ara madonna m'he alloradat'i scarpe!; tutti i muarti i chit'è stramurtu viani ccà ca ti rumpu u culu; chi t'è mù! Viani ccà ca ti sguaddraru!!!; ouu! Ca ccà sim'i cuseeeeeeeenza!!!; infatti si; c'ami fa?; cumpari mi u ssà ki ti dicu? ti si permessu mo.. un ti permettta kiù; senza kiakkiare!

  

E dopo questa lezione di alta cultura concludo picchì si cose un si ponnu senta!! Ahahah!!

March 27

0.3

È come se stessi leggendo una delle tante pagine della tua vita, questo libro di cui non è possibile leggere la trama o la fine. Tanti piccoli attori, noi. Noi che amiamo la vita, noi che non facciamo altro che pensare a noi, noi che ci sentiamo tanto grandi ma a volte così piccoli da voler scappare tra le braccia di qualcuno per sentirci protetti.

E lei? Lei era fatta cosi. Quella che forse solo poche persone conoscono veramente. Lei che ogni tanto rivolgeva la testa al cielo e guarda verso le stelle perché voleva ancora crederci in quel sogno, nelle favole, lei che voleva sentirsi bambina perché amava fare la bambina ma che ogni tanto giocava a fare la donna. Ma chi era in fondo? Una semplice ragazza a cui piaceva complicarsi la vita ma questo perché aveva capito che era proprio questo il bello! Non le sono mai piaciute le cose semplici. Lei che nonostante questo a volte aveva troppa paura di sbagliare. Lei che ogni tanto si fermava ad osservare le persone, che fossero state felici o tristi, solo per guardarle, per cercare di vedere se in fondo non era poi così diversa. Lei che chiedeva amore senza donarlo. Lei che continua a camminare solo sui suoi sbagli perché ha paura che eliminandoli potrebbe dimenticare. Lei che a volte volgeva uno sguardo malizioso solo per ridere un pochino di più. Lei che è sempre stata un po’ troppo curiosa. Lei che quando stava con loro dava l’anima. Lei cha aveva paura di non essere presa in considerazione perchè piccolina ma che sapeva di non poter essere grande, ma almeno

ogni tanto ci provava. Lei che piangeva per un ricordo. Lei che perdonava sempre e comunque, tutti; ma anche quella che forse si fidava un po’ troppo poco di se stessa finendo per sbagliare
si, perché lei ha sbagliato spesso ma non se ne è mai pentita perché in quel momento era felice.

Odiava i rimpianti. Lei che non sapeva che fare, avrebbe voluto chiedere scusa a se stessa perchè stava tornando ancora bambina e ogni tanto, chiudendo gli occhi, entrava in un mondo incantato, dal sapore proibito.

Lei, dall'aria un po’ assente ora sta sorridendo... forse solo perché si è ricordata cosa vuol dire essere se stessi.

March 20

Vecchi pensieri

Sfogliando un quaderno ho trovato un foglio con un, come dire... pensiero?! Non so precisamente a quanto tempo fa potesse risalire nè in che occasione lo scrissi però mi è piaciuto!!
 
"La primavera è ancora lontana, nascosta nella fredda terra, lontana dai giorni sereni che giacciono nel sonno. Ero davvero felice quando hai sorriso. Ciò che volevo dirti è grazie per esserti preoccupato per me... Ma davvero... E' ok. Sto bene ora... Nessuno sarebbe riuscito a starmi accanto... Non piangere... Si, scusa... No! No! Che dici? Grazie, davvero! Voglio tenere queste cose nel mio cuore e crederci... A rimanere al mio fianco... A piangere per me? Ti ho fatto paura, vero? Ti ringrazio di cuore. Ma, in fondo, credo sia una brava persona, sebbene cerca di nasconderlo così spesso. Una ragazza come te... Con lui? Ma dopo averlo guardato in quei suoi grandi occhi mi è sembrato perfetto per te... Ho paura. Ti voglio bene. L'hai chiesto tu... L'hai cercato, ehi... Il sole sta sorgendo!"
 
Bè... Rileggendolo tutto torna alla mente e si... Ricordo perfettamente a chi fosse riferito tutto questo... Anche se continuo a non ricordare quanto tempo fa lo scrissi... Adesso sicuramente avrà l'opportunità di leggere ciò che pensavo anche se lui l'ha sempre saputo.
March 16

0.2

“Io male? Ma per favore!!”

Esordiva così, forse un po’ cinica ma era così! Ed era sincera. Si! Finalmente, come diceva qualcuno, in pace con se stessa. Eh si, era anche per lei la cosa più giusta, quello che forse non voleva ammettere a se stessa per paura di perdere qualcosa di molto importante. Ma vuoi o non vuoi sono poche le cose che durano per sempre quindi cosa ci resta da fare? Andare avanti e guardare ciò che la vita ci presenta, giorno dopo giorno.

Un sorriso appariva sul suo volto. Amava la vita.

Stava bene. Davvero.

March 10

Io!

Esisto solo IO!!!
Io...
...IO                                                        
...io...
...iO                                                             iO...
 
 
sOlO iO!!
March 09

...

RivOgLio      i      

m iO      pR i nCi pE

March 04

0.1

Era sull’orlo di una crisi, un crollo fisico e mentale.

E ora come faccio? Pensava. Forse era proprio questo che la uccideva. Il troppo pensare. O il troppo ricordare?! Era una situazione difficile, ne aveva affrontate tante, c’era cresciuta in questo tipo di situazioni. Il dolore non le faceva paura, era pronta ad affrontarlo come sempre aveva fatto. Ma adesso c’era qualcosa in più che rendeva “diverso” tutto. Era lei! Era lei che era cambiata, lei che prima teneva tutto per sé e adesso non ce la fa a stare zitta e vuole parlare, vuole gridare tutto il suo amore ma anche tutto il suo dolore. Aveva perso il suo punto di riferimento anche se poi, pensandoci bene, capiva che non l’aveva mai perso quel punto di riferimento e che nonostante tutto era ancora lì, adesso forse ancora più forte di  prima! Ma ora stava perdendo tutto, anche quel poco che per lei era tanto, tutto, e questa volta poteva far qualcosa per cambiare la situazione. Troppe erano le cose belle che le scivolarono dalle mani come sabbia calda; non avrebbe permesso a nessuno di toglierle quell’unico pezzetto di felicità che le era rimasto.

February 29

L'ultimo film insieme

Scivola via
Come una foglia sul fiume
Come acqua che
Sgocciola giù dalle piume
Adesso scivola via
Questa paura di perdermi… perdermi…
Dentro l’occasione dei tuoi occhi
Dentro il mare aperto dei tuoi occhi…
Dormi con me
Resta con me questa notte
Tanto ormai
Non ho paura di perdermi
Dentro la foresta dei tuoi occhi…
Dimmi che
Dimmi che
Dimmi che
T’innamoreresti ancora
Dimmi se
Dimmi se
Dimmi se
Mi risceglieresti ancora
Per far l’amore bene
Per costeggiare il mare
O per vedere…
Ancora un film insieme…
Fermo così
Su questa donna di mare
Sembra che il mondo sia qui
Quando hai bisogno di perderti
Dentro la foresta dei tuoi occhi…
Dimmi che
Dimmi che
Dimmi che
T’innamoreresti ancora
Dimmi se
Dimmi se
Dimmi se
Mi raggiungeresti ancora
Per far l’amore bene
Per costeggiare il mare
O per vedere…
L’ultimo film insieme…

 

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